immaginare parole, scrivere immagini

Una stanza tutta per sè

“Le donne non hanno mai una mezz’ora di tempo… che possano considerare propria” , questo veniva detto delle donne di inizio Ottocento (per non parlare di quelle vissute prima) che, oltretutto, non disponevano di una stanza tutta per loro,dove creare, leggere, scrivere.. perchè era consuetudine delle famiglie della classe media avere un unico soggiorno comune. Questo era il panorama in cui si muoveva, per esempio Jane Austen, che scriveva di nascosto “Orgoglio e pregiudizio”, nel soggiorno di casa. Appena sentiva cigolare la porta, nascondeva furtivamente il manoscritto, per riprenderne la stesura al successivo momento di quiete. E noi che abbiamo la fortuna, bene o male comune, di avere i nostri spazi, libertà di azione, varietà di opportunità.. ci dedichiamo a noi e a quello che sentiamo?  “La stanza tutta per sé” che Virginia Woolf afferma essere un presupposto necessario affinchè una donna possa essere scrittrice (ma possiamo intendere in senso più generale come la possibilità di esprimere il proprio essere), credo sia una esigenza che non è svanita. Il fatto è che se al tempo della Woolf, questa era una conquista, ora, invece, sarebbe la conseguenza di una “rinuncia”. La vita sociale ci risucchia nel suo trambusto, siamo impegnate, indaffarate, e se anche le occupazioni che ci vedono coinvolte non sono di vitale importanza, assumono rilevanza poiché investono il nostro tempo. Non importa come. Ci occupano.  Da piccola mi chiudevo nell’armadio, con un libro, una torcia e il mio peluche preferito. Quello era un bel mondo. Non c’era nient’altro. Io. Io felice di non essere vista da nessuno. Io che sentivo solo il battito del mio cuore. Io che leggevo storie che mi facevano sognare. Ora non mi chiudo più negli armadi. Riempio la vasca, la profumo di vaniglia, mi ci butto e resto in apnea. Conto i secondi. Riprendo fiato. Ri-trattengo il respiro. L’acqua mi separa da tutto il resto. Nuda in tutti i sensi. Io e basta. Lì mi nascono tanti pensieri, tanti sogni, ma anche ansie e paure. In quel caso inspiro i miei stessi pensieri e mi tranquillizzo. Apnea rasserenante. Ognuno ha bisogno di stare con se stesso. Io ci sto bene.A volte.

 

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Una Risposta

  1. Lucida,sensibile,provocatrice,egocentrica,adorabile,raffinata,positiva,complessa…approvo!
    Siamo frivoli:la nostra mezz’ora è dedicata all’apparire,al condividere sempre e comunque.Siamo un eccesso di arroganza.
    Imparare ad amarsi spogli di qualsiasi travestimento.Amarsi è creare il Nostro tempo,il Nostro spazio,il Nostro corpo.
    Liberare la mente,smettere almeno mezz’ora di cercare,di correre la vita col paraocchi…solo cosi possiamo trovarci.Guardando sempre con occhi diversi e vicini.

    novembre 2, 2010 alle 7:20 pm

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