immaginare parole, scrivere immagini

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La coerenza è per chi non ha fantasia per re-inventarsi. Dobbiamo farci e disfarci. Bruciare e risorgere.

Vivere in funzione di obiettivi da raggiungere è spostare ad un futuro indefinito l’ importanza del presente.

Chi non dimentica non avrà spazio per nuove occasioni, nuove orizzonti, nuovi incontri.

Chi non si vendica non è da lodare, ma da biasimare.

Se non ti senti migliore degli altri, non avrai mai nulla da donare. Cosa vorresti dare, a chi consideri migliore di te?


Parole svuotate

Associamo parole alle persone della nostra vita. Costruiamo un mondo intorno ad esse. Relazioni semantiche, visioni romantiche. Quando qualcuno se ne va, non sparisce solo come persona, come punto di convergenza dei nostri sentimenti, come pilastro della nostra vita. Porta con sè tutte le parole del suo mondo. Se non ci fosse stata la parola Mamma, non sarebbe così doloroso. Viviamo di associazioni, siamo esseri che necessitano di questo. La parola Mamma mi ricorda incessantemente che io l’ ho persa. Eppure è una parola, è soltanto una parola. Non corro di certo il rischio di dimenticarmene, è una cosa così profonda. E allora come mai basta una parola a farmi sentire una mancanza che è dentro di me? La parola Mamma è la prima che si impara; è quella che abbiamo detto più volte.

Mamma ho fame

Mamma ho freddo

Mamma sono a casa

Mamma ho mal di pancia

E se la mamma non c’è più, il freddo, la fame, il tornare a casa, il mal di pancia, ti fan ricordare che una volta chiamavi la mamma, che ti diceva che la cena era quasi pronta, che ti portava una coperta, che ti abbracciava e riempiva di baci quando aprivi la porta di casa, e che ti massaggiava la pancia per farti stare meglio. Le parole ti fregano, perchè sono il segno dell’ arbitrarietà umana, decidono come farti associare i ricordi, le cose e le emozioni. E se si riferiscono a qualcosa che non c’è più, continua a vivere la rete di relazioni costruita intorno a quel qualcosa.

Odio avere mal di pancia. Dolore nel dolore.


Oltre…Qui…


Sentirsi più vicini

La lontananza è il presupposto per l’avvicinamento:

non si può che voler conoscere ciò che è distante da noi.

Nel momento in cui ci avviciniamo, conosciamo maggiormente noi stessi:

capiamo quale impulso ci ha fatto incamminare e capiamo che quel cammino

non era in avanti, ma a ritroso.

Conoscere per conoscersi.

Avvicinarsi per sentirsi più vicini alla propria verità.


VeneRare la Natura, non gli Dèi

“Parlo anch’io di ritorno alla natura, quantunque questo non sia propriamente un

retrocedere, quanto invece un andare in alto – in alto verso l’eccelsa, libera, e anche

tremenda natura e naturalità, una natura che gioca e può giocare coi grandi compiti”

Nietzsche – Il crepuscolo degli idoli